ADEGUAMENTI FISCALI E COPYRIGHT: Cosa fare e cosa non fare quando si vendono creazioni artigianali

Se vendo le mie creazioni...come mi devo regolare dal punto di vista fiscale? Come evitare multe e situazioni spiacevoli che possono trasformare il tuo hobby in un incubo? 

Leggi questa breve guida in cui ho raccolto preziose informazioni per tutte le creative che si cimentano nella vendita delle proprie creazioni e vogliono fare le cose a dovere.


L'articolo è stato scritto grazie alla collaborazione delle creative del gruppo Facebook TUTTO SUL FIMO - Tutorial sulle paste polimeriche e scambio di idee che ringrazio di cuore. Per un mese abbiamo dibattuto su questo tema e naturalmente la seguente guida è in continuo aggiornamento e modifiche in caso di cambiamenti grazie come sempre alla collaborazione tra creative che giorno dopo giorno vivono queste situazioni!

Nel seguente articolo tratteremo e risponderemo ad alcune delle domande più frequenti sul tema del Copyright e Adeguamenti Fiscali per Hobbisti e Creativi. Il tema non è affatto semplice e la burocrazia complicata e contorta non aiuta. Se siete creative e vendete creazioni online o nei mercatini non sottovalutate questa tematica! Si rischiano multe salate che possono rovinare il vostro hobby, vale la pena non informarsi?

Ecco alcune delle domande più frequenti: 

Per vendere le mie creazioni devo aprire la partita iva?

NO, ma solo se la tua attività è occasionale e quindi non superi la soglia del guadagno annuale di 5000 euro certificati lordi (attestati da ricevute). Finchè quindi vendi creazioni nei mercatini, privatamente o online e non superi questa soglia annuale, non porti il problema della partita iva. Diverso invece se superi questa soglia. In questo caso hai l'obbligo per legge di adeguarti 

Come aprire la partita iva?

Aprire la partita iva è un grande passo che ha i suoi costi e i suoi vantaggi (tra cui per esempio la possibilità di scaricare le spese). Per avere maggiori informazioni a riguardo contatta un commercialista o recati alla camera di commercio e fai tutte le domande necessarie. 

Quando vendo le mie creazioni devo rilasciare una ricevuta?
Si, sempre. Questo consente di avere un rendiconto delle entrate per valutare se si supera la fatidica soglia dei 5000 euro e se viene un qualsiasi controllo. La ricevuta non fiscale deve essere sempre rilasciata, sopratutto quando ci sono transazioni di denaro sia sul web sia su mercatini. Inoltre la ricevuta non fiscale la rilascia solo chi non ha p.iva. I titolari di p.iva rilasciano ricevute fiscali, scontrini o fatture. Tutti devono rilasciare ricevuta! la differenza è chi non ha piva rilascia una ricevuta generica con CF mentre chi ha PIVA fa scontrino fiscale.

Potete trovare il fac simile della ricevuta non fiscale da rilasciare sul web oppure realizzarla voi in word. 

Voglio organizzare un giveaway sulla mia pagina o blog per aumentare i potenziali clienti...posso?

NO, potresti rischiare multe fino a 500.000 euro. Secondo la legge (DPR.430 del 26.10.01) un giveaway rientra nei concorsi a premi come le lotterie e come tale deve essere regolamentato. L'estrazione deve avvenire in presenza di un notaio e il premo non deve superare i 2 euro di valore. Inoltre i giveaway possono essere organizzati solo da imprese e non da privati. Consiglio la lettura di questo articolo molto interessante segnalato dalle creative e che risolve molti dubbi sul tema: Leggi la discussione : http://www.dimmicosacerchi.it/forum/dubbi-domande-sui-concorsi-vf372/41279-giveaway-e-normativa-ministero-sviluppo-economico-3.html

Voglio vendere le mie creazioni su internet... cosa devo fare?
Prima di tutto internet deve essere usato come una vetrina. Utilizzate quindi i vari siti web per farvi conoscere e lasciate i vostri riferimenti per farvi contattare. E' contro il regolamento pubblicare prezzi delle vostre creazioni a meno che non siate possessori di partita iva. Diverso invece se partecipate a siti come MissHobby o Etsy che consentono di pubblicare i prezzi perché si fanno carico della questione. Ma se siete privati usate un blog o una pagina Facebook non potete assolutamente mostrare prezzi.

La nostra amica creativa Alessandra che ha un'attività in proprio ci spiega come funziona la questione:
" l'autorizzazione per inserire i prezzi (quindi un e-commerce), ci si registra in CCIAA e si chiede la "scia"...un certificato che ti abilita nella vendita online ...altrimenti son problemucci..sono delle info che vi do' poi magari possono non servire, allora io ho richiesto la scia perchè ovviamente ho un laboratorio fisico, quindi una struttura, ed ho registrato anche la vendita "elettronica":

La prima cosa da fare, se non si era già provveduto al momento della richiesta di attribuzione del numero di partita Iva, è attivare il codice di attività 52.61.0 che si riferisce al commercio per corrispondenza, al quale è assimilato il commercio elettronico. Per farlo si deve presentare richiesta all'ufficio Iva. Si deve poi presentare al Comune la comunicazione/dichiarazione nella quale si deve indicare il settore merceologico di appartenenza prescelto . L'attività di vendita on line è considerata "business to consumer", cioè azienda verso consumatore, quindi scattano le disposizioni che disciplinano le cessioni di beni a privati, effettuate in ambito comunitario, tramite cataloghi, corrispondenza, e simili. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 107 del 4 luglio 2001 ha stabilito che le fatture possono essere inviate via fax e possono essere ricevute tramite pc, fermo restando che sia il soggetto che la emette sia il soggetto che la riceve hanno l'obbligo di conservarle su supporto cartaceo e di registrarle. La normativa vigente prevede che ciascuna operazione imponibile sia soggetta all'obbligo di fatturazione.
Tale obbligo comprende anche l'emissione del documento in duplice copia con relativa consegna o spedizione da parte del soggetto emittente.


Il fax e il pc possono essere utilizzati tranquillamente, anche se, non essendo prevista nel nostro ordinamento la possibilità di registrare le fatture su mezzi diversi da quelli cartacei, all'atto dell'emissione e della ricezione, il cedente e il cessionario dovranno procedere alla stampa del documento.Cmq basta affidarsi ad un buon commercialista e pagarlo"


Siamo sicuri che possiamo scaricare immagini qualsiasi da internet (come copertine di libri, marchi e una qualsiasi immagine) per decorare le nostre creazioni o utilizzarle in generale per rivenderle?

La risposta è NO!  Attenzione alle immagini che scaricate da internet e stampate per apporle sulle vostre creazioni. Queste immagini sono coperte da copyright il che vi mette in serio pericolo di multa sia che vendiate online sia che vendiate nei mercatini. Attenzione anche voi che acquistate. Famose creazioni con riproduzione di borsette di marche famose, copertine di libri, calamite con scatole di prodotti alimentari di marca e orecchini, collane e bracciali con etichette di dolci famosi possono rientrare nella categoria di "prodotti contraffatti".  La produzione di opere derivate è consentita solo se esplicitamente autorizzata dall'autore. Quindi bisognerebbe contattare ogni singola volta direttamente i marchi e chiedere l'autorizzazione

Diverso invece è il discorso dell'utilizzo delle immagini royalty free: esistono veri e propri motori di ricerca con questa tipologia di immagini che sono rese disponibili sul web e possono essere utilizzate. Ogni immagine ha però un uso differente: alcuni concedono la licenza di uso altri invece mettono delle restrizioni. 

Prima di utilizzare un'immagine assicurati che non sia coperta da copyright e chiedi il permesso per utilizzarla se non ti appartiene, specialmente se ti proponi di rivenderla!

Oltre alle mie creazioni mi piacerebbe rivendere materiale creativo (accessori per orecchini, collane, panetti di fimo, strumenti ecc)...posso?

SI, ma solo se hai partita iva! Se rientri nella categoria hobbisti e creativi puoi vendere solo creazioni che sono opera del tuo ingegno. Questo significa che rivendere materiali, accessori e strumenti non è consentito a meno che tu non abbia una PIVA che ti consente di vendere questa tipologia di oggetti oltre alle tue creazioni. Attenzione quindi ad acquistare online da negozi che si propongono di vendere materiali e non possiedono la partita iva. Essi non possiedono gli adeguamenti necessari e quindi oltre ad essere perseguibili per legge loro, lo sei anche tu che acquisti e non possiedi lo scontrino fiscale

Nella dichiarazione dei redditi, devo dichiarare le ricevute delle mie creazioni anche se non fiscali?


Si, ma solo se si è in possesso di altri redditi e quindi già si lavora. Se si possiede come unico guadagno la vendita delle proprie creazioni e si è al di sotto della soglia dei 5000 euro non occorre inserire le ricevute nella dichiarazione dei redditi


Voglio un mio marchio per le mie creazioni. Come mi devo regolare?

Per quanto riguarda i font (caratteri delle scritte a pc) usati per i marchi esposti,  ci sono font liberi e utilizzabili da tutti su esplicita disposizione di chi li ha creati. Il fatto di scrivere un nome su una foto ad esempio non è da considerarsi utilizzo improprio. Solo se si desidera stampare, realizzare un sito o una pubblicità o utilizzare il font nel Logo di un prodotto è necessario avere la licenza del font che si ottiene acquistandolo, tipo in formato x computer. Altro discorso invece è se si vuole ottenere il copiright su un marchio, allora si che il font usato deve essere proprio e non acquistato, o quantomeno ridisegnato con varianti rispetto al font di partenza. 

Deposito marchi e creazioni
"La © quindi copyright, in Italia non ha nessun valore legale. Qui è legale la ® che vuol dire marchio o soggetto registrato, io ho il timbro con la ® per le mie creazioni registrate. A che serve registrare un marchio? Se non hai un'attività con partita iva, assolutamente a NIENTE, il marchio protegge se stesso non le creazioni.Costava, 10 anni fa, intorno ai 600€ non credo sia aumentato di molto.


Se uno vuole registrare le proprie creazioni deve registrare i disegni, si può fare un deposito con un massimo di 100 disegni diversi, si possono allegare anche foto e limitazioni descrittive per evitare che i soggetti vengano riprodotti in altri materiali o con piccole variazioni. Il costo del deposito disegni ha un costo che parte dai 200€, non so fino a quanto può arrivare, dipende dal totale delle Marche da bollo da allegare, quelle se non sbaglio sono una ogni 10 pagine,ma come dicevo sono passati circa 10 anni e quindi non ricordo bene le cifre nei dettagli.Tutto questo va fatto alla camera di commercio.

Il brevetto si fa per opere tecnologiche e se non sbaglio si parte dai 2000€"


Grazie a Silvia Ciaccio, membro di TUTTO SUL FIMO


Ho letto tutto, ma ho ancora qualche dubbio. Come faccio a mettermi in regola al 100%?
Io e il gruppo di creative che ha collaborato alla stesura di questo articolo ti consigliamo di acquistare il libro Fisco Amico di Carmen Fantasia. Raccoglie tutto quello che dovete sapere sul tema così da potervi muovere in totale sicurezza

Se hai domande o vuoi fare delle modifiche commenta questo post, scrivimi a ilgirasole.creazionifimo@gmail.com oppure iscriviti al  nostro gruppo Facebook TUTTO SUL FIMO e proponi la modifica ;) 

Al prossimo articolo! 

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